Oltre il PageRank

Susan Moskwa, sul Google Webmaster Central Blog, ha fatto il punto sul PageRank e sulla sua “evoluzione” verso altre metriche, sulle quali i webmaster dovrebbero concentrarsi sicuramente più che sul numero da 0 a 10 tanto agognato. 

Perché il PageRank?

Dal blog ufficiale di Google:

“La parte più famosa dei nostri algoritmi di posizionamento è il PageRank, un algoritmo sviluppato da Larry Page e Sergey Brin, i fondatori di Google. Il PageRank è ancora utilizzato oggi, ma solo come parte di un sistema più grande”.

pagerankIl PageRank ha fatto in modo che Google si distinguesse, all’inizio, dagli altri motori di ricerca. Negli ultimi 10 anni, però, il numero di modifiche all’algoritmo è salito considerevolmente (fino a 9 a settimana, in media), e il PageRank non è più il solo parametro di riferimento del ranking.

Google ha sempre indicato la rilevanza come uno degli ingredienti principali per posizionarsi nelle SERP. Pertanto si dovrebbe parlare di RILEVANZA oggi quando si esprime il posizionamento di un sito.

Il fatto è che il PageRank si può misurare con un numero, mentre la rilevanza no.

Entrambi utilizzano fattori complicati  ma la “sinteticità” del PageRank l’ha reso famoso presso i webmaster nel corso degli anni anche se solo perché è qualcosa di facile da tracciare non significa che rappresenti esattamente quello che succede al tuo sito web in termini di posizionamento.

Il PageRank esprime solo una parte della situazione del sito ma non esprime ciò che vorremmo sapere sul sito ed il suo successo.

Se non guardo al PageRank, cos'altro devo monitorare?

Ci sono invece 3 parametri importanti, che possiamo tracciare utilizzando servizi come Google Analytics:

1. Tasso di conversione (Conversion rate)

tasso di conversioneUna conversione avviene quando un visitatore fa ciò che tu vuoi che lui faccia sul tuo sito web: può essere un acquisto, l’iscrizione ad una mailing list o il download di un ebook. Il tasso di conversione è la percentuale di visitatori del tuo sito che eseguono l'azione da te richiesta. Questo è un esempio perfetto di un parametro che, a differenza del Pagerank, è direttamente legato ai tuoi obiettivi di business. Quando gli utenti effettuano una conversione fanno qualcosa di misurabile, e ne trai un beneficio, mentre il PageRank non è misurabile con precisione e può salire e scendere senza avere alcun effetto sulla tua attività.

2. Frequenza di rimbalzo (Bounce rate)

bouncing rate-  frequenza di rimbalzoUn bounce è quando qualcuno arriva sul tuo sito web e se ne va senza visitare altre pagine (oltre a quella sulla quale è atterrato). Il bounce rate misura la percentuale di questi “rimbalzi”. Un bounce rate alto potrebbe indicare che gli utenti non trovano interessante il tuo sito, perché arrivano, danno un’occhiata e se ne vanno via subito. Studiare il bounce rate sulle pagine del suo sito può aiutare ad individuare i contenuti che performano male e le aree del sito alle quali mettere mano: se ci pensi, non è importante il buon posizionamento del tuo sito se la maggior parte degli utenti “rimbalza via” non appena lo visita.

3. Percentuale di click (CTR)

percentuale di click CTRAll’interno dei risultati organici della search, il CTR è quanto spesso gli utenti fanno click sul tuo sito rispetto a tutte le volte che il tuo sito viene mostrato nella SERP. Un CTR basso significa che non importa quanto bene è posizionato il tuo sito, gli utenti non ci cliccano sopra. Questo può significare che il tuo sito non soddisfa le loro esigenze, o che qualche altro sito si presenta meglio. Un modo per aumentare il tuo CTR è guardare il title e lo snippet che compaiono nella SERP: sono attraenti? rappresentano accuratamente il contenuto dell’URL? offrono un motivo per cliccarci sopra? Ancora una volta, ricorda che non importa quanto bene è posizionato il tuo sito se gli utenti non ci cliccano sopra.

Concludendo

Google sposta l’attenzione da un numero, al altri fattori che esprimono metriche più legate alle performance, all’efficienza, al ritorno economico.

Il suggerimento di Google è quello di far evolvere gli utenti fermi a logiche del tipo “ho un PageRank 5 e faccio un milione di visitatori al mese, quindi sono bravo” verso un qualcosa di simile a “non coonosco il PageRank ma faccio solamente 1.000 visitatori al mese e con 100 conversioni raggiungo un ottimo volume di vendite on-line”.

Si tratta di spostare l'attenzione da numeri generici a numeri e misure legate legate al business.